lunedì 22 settembre 2008

C'è poco da ridere...

Con gli ultimi sprazzi di settembre tornano le trasmissioni televisive seriali. I vari Porta a Porta, Matrix etc... torneranno a disinformare e a fare trasmissioni involute senza né capo né coda. Meno male che nel buio televisivo c'è sempre qualcuno che cerca di accendere la luce, anche se solo con un flebile fiammifero. Serena Dandini, coi limiti imposti dalla Rai, torna in tv dopo la bella esperienza di "Parla con me". Naturalmente il suo programma è stato relegato in seconda serata per dare spazio a Vespa.

Il programma durerà 40-50 minuti e farà da controcanto ai fatti della giornata, quelli che agitano il Belpaese (dal martedì al venerdì dopo le 23).
Il marchio resta il divano rosso che di domenica aveva un milione di fan, confermato il glorioso cast (Neri Marcorè, Dario Vergassola, Ascanio Celestini, Banda Osiris), mentre arrivano i nuovi: Caterina Guzzanti e il fratello Corrado (di tanto in tanto), l'opinionista "Zoro" (Diego Bianchi), la coppia Lillo e Greg, Paola Minaccioni e Federica Cifola. Il titolo rimane inalterato, ma Serena Dandini pensa di aggiungere un sottotitolo: "C'è poco da ridere".

Ecco le prime dichiarazioni della Dandini sul programma: "Faremo satira fresca, di giornata, per 118 puntate. Come nei giornali rivolteremo la scaletta all'ultimo momento. Sarà un Parla con me modulato e arricchito dal ritmo della quotidianità. Di base avremo l'intervista, siamo un talk show, inviteremo filosofi, scienziati, uomini di spettacolo. Vedrete Richard Gere, Remo Bodei e Giulio Giorello, ma mai i politici: è una nostra regola".
Anche una domanda sugli ospiti scomodi: "Noi non mettiamo al bando nessuno. Laicamente invitiamo sempre tutti. Luttazzi lo abbiamo invitato in passato, ma lui ha declinato l'invito. Travaglio è già venuto, e ce l'ho a teatro (lei è direttore artistico dell'Ambra Jovinelli, ndr). Porte aperte a Sabina Guzzanti: "Ho lavorato tanto con lei, ma adesso è abituata alle folle oceaniche. Come Beppe Grillo: difficilmente viene in uno studio tv".

mercoledì 10 settembre 2008

Un maiale non può allenare...


Ecco la replica di Barack Obama alle dure parole della vice di Mc Cain. Una replica degna di un Lord. E poi ci lamentiamo dei nostri politici...non mi pare che i loro colleghi di oltre oceano siano migliori (almeno a parole). Platone non avrebbe potuto esprimersi in maniera più edulcorata. Ma Obama sottovaluta il fatto che del maiale non si butta via niente!

Obama: "Il cambiamento rappresentato da Sarah Palin? Si può anche dare il rossetto a un maiale, ma resta pur sempre un maiale, si può anche avvolgere un pesce vecchio in un foglio di giornale e chiamarlo cambiamento, ma dopo otto anni continuerà a puzzare. Ne abbiamo avuto abbastanza"

Intanto vediamo a che punto sono i due contendenti. La parola ai sondaggi:

Da Repubblica.it: "Dopo le rispettive convention di Denver (democratica) e St.Paul (repubblicana) si conferma intanto il sostanziale testa a testa fra i candidati: un nuovo sondaggio effettuato tra sabato e lunedì scorso da Nbc News e Wall Street Journal assegna a Obama un lieve vantaggio, 47% contro il 46% di McCain. Il vantaggio di Obama tuttavia si è ridotto dai 6 punti in più registrati a luglio e dai 3 in più di agosto, riferisce l'edizione online di Nbc. Altri sondaggi recenti testimoniano forti recuperi di popolarità di McCain che - grazie all'entusiasmo suscitato dalla candidatura di Palin - viene dato in molti casi in vantaggio su Obama".

venerdì 5 settembre 2008

Politica dei fatti nostri e dei fatti loro

Siete tutti ormai tornati dalle vacanze. Avete riassettato le idee, messo in cantina pinne e maschera, superato il trauma del ritorno alla vita di tutti i giorni, e quindi siete pronti per ricominciare ad essere parte fondante della coscienza pubblica italica. Per vedere a che punto eravamo rimasti prima delle vacanza estive, posto un filmato datato 3 settembre 2008 girato al teatro Vittoria di Roma. Lo giudico interessante perché fa il punto della situazione politica italiana ricordando anche agli smemorati acciecati dai colpi di sole quello che sta accadendo in Italia.

Tutto questo nel giorno in cui oltre oceano si infiamma sempre più lo scontro tra Obama e Mc Cain. Le dichiarazioni sono sempre più forti e fanno a gara come al solito a chi la spara più grossa. Vediamo alcuni esempi "repubblicani":

John Mc Cain/1: «Tenderò la mano a chiunque voglia aiutare questo Paese. E catturerò Bin Laden». (non poteva mancare il solito proclama sul "re" del terrore, pluricercato e mai trovato. Ma sarà ancora vivo?)

John Mc Cain/2: «Il cambiamento sono io, non Obama» (difficile credere che un uomo di 72 anni possa cambiare un paese come l'America. Mc Cain, leader dei conservatori, si porta dietro tutti gli errori dell'amministrazione Bush a cominciare dalla guerra in Iraq per finire con la pessima gestione post uragano Katrina.

John Mc Cain/3: «Io ho le cicatrici, il mio rivale no» (dulcis in fundo un richiamo alla Rambo per i suoi trascorsi in Vietnam. Lui sa cos'è la guerra, Obama no. Ma siamo sicuri che gli americani vogliano ancora un presidente guerrafondaio sulla falsariga di G. W. Bush?)

La vice Sarah Palin: «La guerra in Iraq è stata voluta da Dio» (inutile commentare una baggianata del genere. Ma la mossa di di scegliere una donna come vice la quale sfrutta sapientemente la religione a scopi politici porterà acqua al mulino di Mc Cain).

Aspettiamo la replica di Barak Obama, candidato democratico. Seguiremo con interesse l'evolversi della politica americana che, si voglia o no, ha un peso enorme per il futuro dell'intero pianeta.

mercoledì 3 settembre 2008

Chi era Bill Cosby in confronto?

Scorrendo le notizie del giorno l'occhio si ferma sull'ennesimo delitto in Russia ai danni di un giornalista. Stavolta un reporter è stato aggredito nella notte, nel Daghestan (regione russa nel nord del Caucaso), ed è morto per le ferite riportate. Abdulla Alishayev è stato attaccato da un gruppo di uomini non identificati, che lo avrebbero ferito alla spalla e alla testa. L'uomo è stato operato, ma i medici - riferisce sempre la polizia - non sarebbero riusciti a salvarlo in tempo. 

Un altro caso in pochi giorni se pensiamo alla vicina Inguscezia dove gli agenti hanno caricato martedì una folla di manifestanti antigovernativi che protestavano per la morte di un giornalista e oppositore politico, Magomed Yevloyev, mentre era in mano alla polizia. La versione ufficiale dice che un colpo di pistola è partito mentre l'uomo cercava di impossessarsi dell'arma di un agente, ma gli attivisti per i diritti umani non credono alla storia. E come dargli torto dopo quello a cui ci ha abituato la "Madre" Russia. Altro caso: nel marzo scorso, il presidente della televisione di stato del Daghestan era stato ucciso nella sua auto in un agguato fuori da un supermarket a Makhachkala. E la lista potrebbe continuare, caro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ancora rimane indelebile il tanto "simpatico" quanto fuoriluogo gesto della mitraglia fatto in Sardegna ad una giornalista russa durante una conferenza stampa in compagnia dell' amicone ex KGB Putin. Ma d'altronde il capo di Mediaset sa benissimo che tutto fa spettacolo e audience, certo che continuando di questo passo dall'estero ci scambieranno per una sitcom stile "I Robinson". Bill Cosby mi perdoni per tale accostamento.

P.S.: A breve verrà aggiornata la rubrica fotografica "La città del mese". Indovinate un po'? Sarà Barcellona.

martedì 2 settembre 2008

"Mamma" Ryan, non esagerare!

Una breve premessa prima del post: non so a quanti possa interessare(potrebbe risultarvi utile per un futuro viaggio), ma trovate il resoconto del mio viaggio a Barcellona sul sito Turisti per caso.

I tempi da vacanzieri sono ormai conclusi e chissà quanti di voi hanno preso l'aereo quest'estate. La compagnia regina dei low cost è, come noto, la "mamma" Ryan Air (compagnia aerea irlandese con base a Dublino, fondata da Tony Ryan nel 1985). In questi giorni è uscito un articolo del Sunday Times che svela "piani" per diminuire ulteriormente i costi  a scapito della sicurezza dei passeggeri. Cito da Repubblica.it:

"I piloti di Ryanair accusano la compagnia di porre in atto "insane" pressioni per costringerli a ridurre le scorte obbligatorie di carburante, una misura che permette agli aerei di volare più "leggeri" e pertanto di consumare meno. Della protesta parla (...) un articolo del Sunday Times, che pubblica inoltre un documento interno della compagnia che conferma indirettamente le accuse dei piloti".

Le norme in vigore in Europa stabiliscono che gli aerei devono viaggiare con a bordo almeno il 5% in più del carburante necessario per la rotta intrapresa. I comandanti hanno inoltre il diritto di chiedere un rifornimento addizionale per far fronte alle più disparate emergenze (venti forti in senso contrario, eventuale necessità di atterrare su un altro aeroporto, etc.). Alcuni piloti hanno raccontato in alcune email anonime inviate al sito dell'Ente per la sicurezza del volo britannico (Civil Aviation Authority) che Ryanair è arrivata persino a mandare "lettere di avvertimento" (utilizzabili per future azioni disciplinari) a quanti domandano "senza spiegazioni" una dose extra di carburante. Cito sempre da Repubblica.it:

"Accuse che Ryanair ha subito respinto, definendole 'anonime, non verificate e inaccurate in arrivo dal mondo dei piloti". Secondo un portavoce della compagnia low cost, inoltre, negli ultimi tre anni un unico aereo della compagnia si è trovato in difficoltà per scarsità di carburante a bordo. Le cose stanno molto peggio, invece, secondo il Sunday Times. Il domenicale riporta infatti che il numero degli atterraggi di emergenza nei cieli britannici dovuti all'insufficienza di carburanti è raddoppiato in cinque anni. L'anno scorso ce ne sono stati 27, contro gli 11 del 2003. Nello stesso periodo gli Sos per serbatoi a secco sono stati 18."

Mentre la polemica infuria ecco che la politica "aggressiva" di mercato della Ryan Air, per risalire la china dopo i primi mesi della sua storia "in passivo", non si lascia attendere. Dal comunicato stampa della compagnia: 

"Ryanair, la più grande compagnia aerea d’Europa per tariffe basse, oggi (20 agosto) riduce drasticamente i suoi prezzi per l’inverno ed offre 2 MILIONI di posti per viaggiare ad ottobre a soli €5, solo andata (tasse e supplementi inclusi). Questi biglietti possono essere prenotati solo su www.ryanair.com per 5 giorni, da mercoledì 20 a domenica 24 agosto. L’offerta dei 2 MILIONI di posti è l’ultimo passo della lotta di Ryanair contro le compagnie a tariffe alte e che applicano sovrattasse per il carburante. Solo Ryanair garantisce le tariffe più basse e nessuna sovrattassa per il carburante quest’inverno, mentre altre compagnie come Aer Lingus, Air France, British Airways e Lufthansa continuano ad aumentare le tariffe e le sovrattasse per il carburante. (...) Ryanair consiglia vivamente a tutti i passeggeri di prenotare questi posti a €5 direttamente su Ryanair.com, e di continuare ad evitare tutti quei siti che aggiungono costose spese nascoste, del doppio o del triplo del basso prezzo di Ryanair. Ryanair continuerà a cancellare su base quotidiana tutte le prenotazioni effettuate illegalmente tramite questi siti bagarini illegali. Siamo lieti di constatare che alcuni di questi siti bagarini illegali hanno recepito il messaggio, dal momento che eDreams ed Opodo non stanno più cercando di vendere illegalmente i biglietti Ryanair!”

L'unica cosa certa di questo 2008 è che gli utili di tutte le compagnie aeree precipitano e si chiude in rosso. La compagnia low-cost della Lufthansa è arrivata a eliminare i portacenere nelle cabine di pilotaggio (230 grammi) per far viaggiare l'aereo più leggero e quindi consumare meno carburante. Siamo alle misure disperate. Dall'inizio dell'anno, nel mondo sono fallite almeno 24 aerolinee, un'epidemia che a questa velocità non si era mai propagata. In più, le compagnie low-cost ridimensionano programmi e network: per la stagione invernale, Ryanair, easyJet e Air Berlin hanno ridotto il numero delle rotte che avevano previsto. Va bene ridurre i consumi, ma centellinare il carburante a scapito della sicurezza dei passeggeri (se fosse vero, sia ben chiaro) davvero non è accettabile. 


lunedì 25 agosto 2008

Una città socialmente più vivibile

Hola chicos, sono tornato dalle vacanze estive qualche giorno fa ed ecco che riprende l'attività del blog. Il primo post "post-vacanziero" (scusate il gioco di parole) lo dedico ad un confronto che mi viene naturale. Sono stato 5 giorni a Barcelona e, nonostante la durata breve della mia permanenza in terra iberica, ho potuto notare alcune cose che giudico interessanti. In questo mi hanno aiutato un paio di amici italiani, ormai in pianta stabile a Barcelona, che mi han permesso di "vivere" alla spagnola, più che alla turista per caso.

Il risultato della mia indagine è il seguente. Mi dispiace dirlo, ma Barcelona è una città socialmente più vivibile rispetto a Milano. E quando parlo di socialmente più vivibile non voglio sottolineare unicamente la dimensione ludico-notturna della città catalana, ma il fatto che Barcelona è costruita più a dimensione d'uomo. Mi spiego meglio con qualche esempio. Guardiamo l'impianto urbanistico. Molte strade sono a senso unico, con ampie vie pedonali e ciclabili, l'assenza (ci sono, ma pochi e più moderni) dei tram (che per me devastano la pianificazione stradale a Milano rallentando di molto la circolazione) trova rimedio in una rete metropolitana molto fitta e precisa che ti porta ovunque senza il minimo ritardo (e credetemi, ad agosto la rete suburbana è stata molto sollecitata a tutti gli orari del giorno). Ho visto un numero inimmaginabile di bus e taxi e devo dire che le macchine in giro per le strade non sono molte. A Milano invece andare in giro in bici è un impresa eroica, e tra rischi di investimento e tratti sui marcipiedi, la situazione non è certo rosea. Invece a Barcelona c'è un sistema di bike-sharing che con 24 euro annui ti permette di usare una bici a nolo. A Milano stanno provando ad adottare un sistema simile e infatti se vi capita potete vedere i lavori in corso a Cadorna e in piazza Duomo, ma il risultato sarà assai dissimile in quanto la circolazione a Milano per pedoni e bici non potrà mai essere al livello di Amsterdam o della stessa Barcelona.

Certo non è tutta rose e fiori questa Barcelona, la micro-criminalità è ben radicata sul territorio e i turisti ignari e meno attenti lo sanno bene viste le decine di scippi sulle ramblas o sul lungo-porto. Ma la vita notturna non ha eguali con Milano. Le feste di quartiere ci sono per tutto l'anno. E così, se vi capita di andarci ad agosto, dovete per forza passare una serata (e perdervi) nel quartiere di Gracia, nel quale, lungo le piccole e molto caratteristiche vie, si snodano concerti dal vivo, locali, tanta bella gente (soprattutto spagnoli, perché i turisti si concentrano sulle ramblas e nelle discoteche sul lungomare) e casino fino al mattino senza che gli abitanti dei palazzi dicano "beo" perché fanno festa anche loro.

Un altro aspetto che mi ha colpito è l'apertura mentale della gente. Tutti molto socievoli e quel che mi è parso di vedere, Barcelona non è un paese di vecchi, mentre Milano è una città per vecchi. Per ora è tutto, ma al più presto scriverò sul sito "Turisti per caso" un resoconto di quello che ho visto e che dovete assolutamente vedere quando andate a Barcelona. Hasta l'huego!!

P.S.: nella foto c'è un'istantanea della festa de gracia.

mercoledì 30 luglio 2008

Nucleare e Dal Molin - il blog va in vacanza

Carissimi lettori, questo è l'ultimo appuntamento prima delle vacanze che mi vedranno volare con la Ryan Air (che ci fa fare bella figura nel mondo con la foto che vedete sopra). Sarà il mio primo volo, un po' di strizza ce l'ho. Andrò a  Malta (due settimane) e poi in quel di Barcellona (5 giorni). Il blog quindi va in ferie per qualche settimana, ma prometto che al mio ritorno saranno tante le novità che vi aspettano. Con questo post non voglio trattare tematiche impegnative (bugia), ma farvi un augurio di buone e serene vacanze.

Potrei parlarvi del recente nuovo allarme alla centrale nucleare di Tricastin a 40 chilometri da Avignone, nel sud della Francia. I francesi hanno un sacco e una sporta di centrali nucleari e da noi il dibattito è più acceso che mai (sul farle o meno). Io personalmente sono contro, sia per il pericolo (più centrali ci sono più rischi ci sono), sia perchè le ritengo ormai obsolete (quando le costruiremo noi, tra un sacco di anni, molti saranno già passati ad altre forme di energia (solare o eolico) e noi saremo come al solito indietro), infine per il problema sottovalutato delle scorie da smaltire (non basta nasconderle sotto il tappeto di casa). Voi che ne pensate?

Potrei parlarvi del fatto che è stato accolto il ricorso del ministero riguardo alla base di Vicenza. Il Tar del Veneto aveva in precedenza dato ragione alla sospensione dell'ampliamento della base U.S.A. (progetto Dal Molin). Ora il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Difesa contro l'ordinanza del Tar del Veneto e i lavori potranno partire. Soddisfatto il governatore del Veneto Giancarlo Galan: "Evviva il Consiglio di Stato e abbasso l'odioso fanatismo antiamericano". Pronto alle proteste il Comitato No Dal Molin. E anche per il Codacons non è detta l'ultima parola: "L'8 ottobre il Tar Veneto dovrà decidere nel merito sugli oltre 20 motivi di ricorso presentati e valutare concretamente i gravissimi rischi ambientali connessi ad un insediamento di oltre 2.500 nuove unità di militari che porterebbe all'utilizzo di tutta l'acqua delle falde acquifere della zona".

Io sono contro alla base di Vicenza, ma non perchè sono anti-americano (non lo sono mai stato per pregiudizio, ma giudico i fatti caso per caso). L'Italia già ospita diverse basi americane, questa che si andrebbe a creare sarebbe la più grande d'Europa. Per quale motivo poi? Piattaforma logistica sul Mediterraneo? Da qui partirebbero gli aerei in caso di guerra con l'Iran? Forse. Non so. Ma comunque la protesta di Vicenza è lecita. Anche perché sono molti i danni territoriali, ambientali, ecologici, economici e sociali per gli abitanti della zona. Il blog seguirà l'evolversi della situazione. Voi siete d'accordo sulla costruzione della base?

Non vi angoscio oltre (ho già detto troppo). Vi auguro ancora buone vacanze (già mi mancate cari lettori). Divertitevi e, ovunque andiate, se volete mandarmi un resoconto delle vostre vacanze (con info utili, foto dei paesi, pensieri e parole, riflessioni o quant'altro) sarò lieto di pubblicarvelo. La vostra esperienza può risultare utile ad altre persone in previsione di un viaggio futuro nello stesso posto. Per questo vi segnalo anche il sito Turisti per caso dove potrete trovare molte info utili per i vostri viaggi. Saluti.

martedì 29 luglio 2008

Città militarizzate e un esempio di xenofobia

Dalla Repubblica di oggi: "Via libera dal comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, riunitosi oggi al Viminale, al piano per l'utilizzo di 3.000 militari per il controllo del territorio. Il ministro dell'Interno, di concerto con quello della Difesa, ha adottato il decreto con il quale viene emanato il piano. A partire dal 4 agosto, per la durata di sei mesi, saranno impiegati 3.000 uomini dell'esercito, della marina, dell'aeronautica e dei carabinieri in concorso e congiuntamente alle forze di polizia.Secondo quanto previsto dal piano, due terzi dei militari sono destinati a servizi di vigilanza a siti sensibili e in particolare ai centri per gli immigrati. Le restanti mille unità sono destinate a operazioni di pattugliamento delle strade. Tali attività - spiega in una nota il ministero dell'Interno - saranno svolte in un'area definita dai prefetti attraverso un modulo base che prevede la presenza di una pattuglia a piedi con due unità delle forze armate e di uno o due appartenenti alle forze di polizia". La verifica dell'attuazione del piano è affidata a un comitato tecnico istituito presso il Viminale composto dal capo della Polizia, dal capo di stato maggiore della Difesa, e dal comandante generale dell'Arma dei carabinieri."

E così le nostre città ora assomiglieranno di più ai paesi sudamericani e africani. Uomini armati in assetto da guerra si aggireranno tra le strade per dare "man forte" alla polizia. Militari addestrati a fare la guerra buttati nel traffico con i loro mitra spianati. Mortificante per loro e mortificante per noi. Per cosa? Ah già, il problema sicurezza. Se da una parte ci tolgono le intercettazioni per scovare i delinquenti dall'altra ci mettono le truppe d'assalto per le vie. Sicuramente è la scelta giusta per stanare i ladri e gli assassini. Tra poco per entrare nel centro di Milano dovremo superare i posti di blocco, eludere trincee e magari innalzeranno mura di Berlino a Milano (sarebbe una grande opera al pari del ponte sullo Stretto).

Inoltre dall'Europa arriva un altro monito preoccupante: il Consiglio D'Europa accusa l'Italia di fomentare la xenofobia con la sua politica riguardo a sicurezza e immigrazione. Per questo approfitto del post per consigliarvi di visitare il blog di un certo Vincenzo Basso http://vincenzobasso.blogspot.com/: è il classico ragazzo al cento per cento xenofobo. Fa pena leggere i suoi post, ma è utile perché ci rende l'idea di dove possa arrivare il pensiero umano nella sua accezione più negativa. Noterete inoltre che nei commenti ai suoi scritti ci sono solo insulti. Perché? Leggete ciò che scrive e avrete la risposta. E probabilmente non resisterete ad insultarlo pure voi. Inserisco questo blog nella categoria "Disinformazione" (anche se meriterebbe una categoria a parte), se l'è proprio meritato. Saluti.

lunedì 28 luglio 2008

Travaglio, parte seconda

Questa è l'ultima tranche sulla conferenza alla Camera di commercio di Milano. Ogni promessa è debito e quindi riporto la seconda parte dell'intervento di Marco Travaglio. Un riassunto s'intende. Che volevate di più? Un filmato? Sono buono e vi regalo uno stralcio di Travaglio dal vivo (vedi sotto).

Travaglio parla del sondaggio di Mannheimer post Piazza Navona. "I giornali hanno definito Piazza Navona luogo di turpiloquio, perversione e sedizione. Se da una parte ognuno è libero di pensarla come vuole, dall'altra ce l'ho con quelli che dicono all'opinione pubblica che si è parlato solo del Papa e dei pompini della Carfagna. In realtà si è parlato soprattutto e in larga maggioranza delle leggi-canaglia. Il sondaggio di Mannheimer ha evidenziato che tra la folla presente in Piazza Navona c'erano molti elettori del Pd e del Pdl. E questo è un dato importante".

Riguardo alla legge sulle intercettazioni Travaglio non può esimersi dal commentare le frasi di Gasparri: "Gasparri dice che con le intercettazioni i magistrati si impigriscono, ma Gasparri non ha capito che ogni volta che parla e va in tv perde punti. Ora la criminalità sarà organizzata mentre la magistratura no". Un altro che va in tv a dare dati fasulli è Angelino Alfano: "Il ministro della giustizia ha detto che le intercettazioni influiscono sul bilancio dello stato per il 33% mentre, dati alla mano e calcoli fatti in modo esatto, le intercettazioni influiscono solo del 2,9%. E questo dato potrebbe essere ancora più ridotto perchè l'Italia, a differenza di altri paesi, invece di comprare i macchinari atti alle intercettazioni, li affitta. In secondo luogo paga le linee telefoniche alle compagnie, invece in Francia il servizio è gratis perché se no lo stato leva le concessioni alle compagnie stesse. Dovrebbe essere così anche da noi."

Nella conclusione un'altra stilettata per Alfano sulla clinica Santa Rita: "Non si è accorto che l'indagine sulla clinica è partita da un sospetto di truffa per poi arrivare a scoprire, grazie alle intercettazioni, gli omicidi. E con la sua legge sulle intercettazioni le indagini telefoniche per truffa non si potranno più fare quindi casi come il Santa Rita saranno molto più difficili da scoprire. Lui a Matrix (vedi filmato sopra, ndr) l'ha negato. Infine una frase su Berlusconi: "Pensa che l'Italia sia un paese suo, di sua proprietà. Il nostro compito è dirgli che non siamo di sua proprietà".


sabato 26 luglio 2008

Travaglio, parte prima

Riporto la prima parte dell'intervento di Travaglio alla Camera di Commercio di Milano. Visto che in questo week-end andrò al Goa Boa di Genova, il blog si prende una pausa. La seconda parte dell'intervento la riporterò lunedì.

L'approccio di Marco Travaglio è come sempre divertente e ficcante. Come oratore è sicuramente, fra i quattro presenti, il più show-man e il più popolare. "Berlusconi è l'unica costante vera della politica italiana, lui è coerente, non è mai cambiato, si è sempre fatto i cazzi suoi". E' resuscitato due volte. Ho una cartellina che ho chiamato "Statista" dove tengo tutti gli articoli sulla campagna elettorale ("la stagione del dialogo", "è cambiato", "riforme elogiate" etc...). L'unico aspetto positivo che trovo in questi ultimi sei anni è che nel 2002 non c'erano giovani a fare i girotondi, mentre Piazza Navona era piena di giovani.

Il Corriere della Sera intanto riempe le pagine di editoriali a favore di queste leggi-vergogna. Ogni giorno, con costanza. De Bortoli era stato cacciato perché criticava le leggi-vergogna. Panebianco, Ostellino, Galli della Loggia, Romano...scrivono una cazzata dietro l'altra, anzi, una prestazione dietro l'altra degna di un ministro delle Pari opportunità. Questa è la vergogna degli editorialisti. Non era così 8 anni fa. C'erano Montanelli e Biagi. Oggi i loro pezzi non li pubblicherebbe nessuno. La libertà di informazione declina giorno dopo giorno.

Che dire pure dei ministri del governo? Sono 21 fotocopiatrici Xerox che Berlusconi usa a piacimento. Nel consiglio dei ministri non si discute. E' un applauso unico. La legge finanziaria, per natura complessa, è stata approvata in 9 minuti: non l'hanno neanche letta! Il massimo del dialogo è un dito di Bossi che spunta. Riguardo ai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani: prima c'erano Casini e Pera, a confronto erano dei Cavour e De Gaulle rispetto agli attuali. La lettera di Berlusconi letta al Senato da Schifani è stato un atto emblematico. Chiunque l'avesse letta si sarebbe messo a ridere. Schifani invece declamandola, rapito ed eccitato, come se fosse una poesia di Baudelaire. Senza parlare del punto della lettera in cui Berlusconi dice: ho deciso di bloccare 100.000 processi perché la giustizia è troppo lenta...ah il mio avvocato Ghedini mi informa che in uno di questi sono imputato anche io". Chi non si sarebbe messo a ridere?

L'opposizione non è tale, la si potrebbe soprannominare "i diversamente concordi". Il CSM ha trasferito De Magistris e punito la Forleo. Inoltre ha appena premiato e nominato, seguendo un fantomatico criterio di vecchiaia, il maggior nemico di Falcone invece che il cognato di Falcone. Cento costituzionalista ritengono che il Lodo sia incostituzionale, ma il Quirinale firmerà lo stesso(ha già firmato, ndr).

P.S.: la foto è stata scattata alla Camera di Commercio di Milano, durante il discorso di Travaglio. Lunedì posterò anche uno spezzone di video del suo intervento. 

venerdì 25 luglio 2008

Si ritorna a Sherlock Holmes

Penultimo appuntamento per parlare della conferenza alla Camera di commercio per la presentazione del libro il "Bavaglio". Il terzo oratore è il giornalista dell'Espresso Peter Gomez. Il suo intervento prende la questione da un altro lato. Il problema, dice, non è il Pdl o Berlusconi, ma il fatto che al centrosinistra non piace il Lodo per come è fatto, e non per la sua sostanza. Quindi con qualche modifica il dialogo ci potrebbe essere. La stessa Finocchiaro ha detto: "Andrebbe bene se lo mettiamo dentro la Costituzione. Fate una legge costituzionale e noi ne discutiamo". Naturalmente la maggioranza non l'ha ascoltata, hanno fatto il Lodo in fretta e non hanno accettato questa proposta.

Gomez ritiene che questi siano gli anni di una partitocrazia senza partiti. Negli anni '80 abbiamo assistito allo strapotere dei partiti, poi il movimento Segni ha portato all'approvazione di referendum anti-partitocrazia. Ora i partiti rappresentano solo i loro dirigenti. Le iscrizioni e gli iscritti ai partiti non esistono più. Gli iscritti sono solo quelli che fanno politica attiva. Come dice Stella nel libro "La casta", mezzo milione di persone vivono di politica in Italia.

La legge sulle intercettazioni è dannosa per due motivi. 1) Sia per i giornalisti, sia per i cittadini. I primi non potranno più scrivere fino al processo di secondo grado. Non si può più entrare nel merito degli atti pubblici, i quali non sono più coperti da segreto di stato. I secondi invece non potranno più essere informati. Il processo penale diventa sempre più una corsa ad ostacoli più di quanto non lo sia già ora. Negli anni sono state fatte delle norme per far sì che i processi si concludano con delle assoluzioni o delle prescrizioni. 2) Si vuole impedire ai giornali di pubblicare le intercettazioni. Moggi è un poco di buono, il governatore della Banca d'Italia non è un arbitro. Queste cose le abbiamo scoperte grazie alle intercettazioni pubblicate dai giornali. Invece così viene a mancare la possibilità di conoscenza. I giornalisti avranno le notizie ma non potranno più diffonderle. La Rai è edita dai partiti, Mediaset è di Berlusconi. Molti giornali non sono indipendenti, ma facendo uno sforzo ci si è riusciti ad informare lo stesso. Sul web o sui libri per esempio. Con questa legge libri come il "Bavaglio" non sapremmo più come scriverli. 

Quando la legge entrerà in vigore io farò disobbedienza civile. Violeremo la legge non violando la privacy, ma raccontando storie importanti. La maggioranza dice: "L'abbiamo fatto per difendere la privacy". Ma la realtà che l'unica privacy che finora avranno tutelato è quella di Anna Falchi, che per altro ha fatto ricorso e ha vinto. Una legge sulla privacy in materia c'è già. Poi ricorre ad una battuta per stemperare gli animi: "Vorrà dire che ricorreremo ai pizzini, diffonderò le notizie in mio possesso a cena con gli amici con un passaparola perchè non potrò più scriverle".

Durante la campagna elettorale si è parlato tanto di sicurezza e poi vedi la legge  che hanno fatto: per tutti i reati con pena fino ai dieci anni non si potranno più usare le intercettazioni. Per esempio il furto, la rapina, il rapimento (atti che magari compieranno i Rom, su cui ci si è scagliati nella propaganda elettorale). Inoltre le intercettazioni potranno durare al massimo 3 mesi. il bavaglio è lungo. Se pensiamo a reati come le bancarotte fraudolente, i falsi nei bilanci finanziari, non si può certo mettere un limite temporale a queste intercettazioni. Cosa farà il magistrato poi? Si vestirà da Sherlock Holmes e con la lente beccherà questi furbacchioni?

Altra battuta: "Noi non siamo dei pericolosi bolscevichi". Napolitano ha appena detto " No ai processi-spettacolo", stile Porta a porta con Cogne. Il fatto della settimana qual'è? L'arresto di Del Turco (innocente comunque fino al terzo grado di giudizio, per legge) nella regione Abruzzo. Ma il fatto qual'è? Che nella regione Abruzzo c'è un buco nella sanità di 1 miliardo di euro. Questa sì che è una cloaca, non la magistratura. E allora vengono meno i processi spettacolo quando abbiamo un buco di un miliardo? Tutto ciò è assurdo.

Gomez conclude. La libertà di stampa nasce nel '700, è la libertà di parola. E nasce quando i cittadini possono criticare i governanti. Prima c'erano, ma ci sono anche ora, i cortigiani. In termini di democrazia gli Stati Uniti hanno molto da insegnarci. Anche se gli U.S.A. sono quelli di Bush e della sua guerra folle giustificata dalla falsa esistenza di armi di distruzione di massa. Un giudice americano di nome Hugo Black, in una storica sentenza, disse "La libertà di stampa è stata pensata per i governati, non per i governanti".

Domani pubblicherò il riassunto dell'intervento di Travaglio. Saluti.

giovedì 24 luglio 2008

Manu Chao contro le guerre

Visto che nel week-end andrò al Goa Boa di Genova dove assisterò al concerto di Manu Chao, vi consiglio il download gratuito (usate il link del Corsaro Nero sulla destra) dell'ultimo album "La Radiolina". 

In questo ultimo disco Manu Chao mescola suoni e lingue per cantare la libertà e per far sentire la propria rabbia nei confronti di un mondo che sta impazzendo. Il primo singolo, "Rainin’ in paradize", è stato messo in rete, scaricabile gratuitamente in versione Mp3 dal sito dell’artista. Il video della canzone, con la regia di Emir Kusturica, è un vero e proprio atto di denuncia contro la guerra e contro l’intervento militare americano in Iraq. Zaire, Congo, Palestina, Bagdad, Falluja, Gerusalemme, Monrovia, Guinea-Bissau, tutto il mondo è in guerra, tutto il mondo è in rovina. In "Tristeza Maleza" Manu Chao si rivolge direttamente al presidente degli Stati Uniti, George Bush, ed è facilmente intuibile che cosa gli dice.

In "Mala Fama" c’è la tromba di Roy Paci che suona malinconica e Manu Chao ricambia così la partecipazione al tormentone estivo "Toda Joia Toda Beleza". Il pezzo "La Vida Tombola" è invece dedicato a Maradona, scritto per la colonna sonora del film-documentario sul campione argentino diretto da Emir Kusturica.

Il quinto album di Manu Chao alterna inglese, spagnolo e francese, mescolando spesso lingue diverse nella stessa canzone, in una vera patchanka linguistica, come ci aveva abituato negli album precedenti. Con passaggi dal rock and roll alla chanson francese, dalla rumba catalana alle ballate in stile sudamericano, dal reggae allo ska, Manu Chao parla dell’amore, della povertà, dell’immigrazione, della vita dei ghetti, della guerra e del declino del mondo.

Posto il video e il testo del singolo Rainin' in paradise. Fatevi una cantatina che fa bene alla salute!


Manu Chao Lyrics
Rainin' In Paradize Lyrics

L'imperio della legge

Prende la parola il magistrato Bruno Tinti, farfallino verde un po' pacchiano e parlata da professore di storia: "Ho ricevuto il pdf del libro stamattina e non l'ho ancora finito sebbene sia veloce a leggere...quindi del Bavaglio posso dire poco". E allora la sua attenzione si focalizza su un altro aspetto. Perchè è nato il libro? Dice che fra le cose gravi che ha fatto il governo fino ad ora, ce n'è una che è peggiore di tutte le altre. Il Lodo Alfano. Questa e le altre (sospensione dei processi, pacchetto sicurezza) sono dovute all'incapacità tecnica di chi scrive le leggi di fare qualcosa di sensato. Poi parte con un excursus storico molto interessante.

Nel Medioevo il governatore traeva il suo potere da un concetto di legittimazione: Dio lo incoronava imperatore, pensiamo a Carlo Magno per esempio. Dio lo investe di questa carica. Poi il figlio del re sarà di diritto il successore al trono. Ciò è molto pericoloso. Più pericoloso di un tiranno per esempio africano che conquista il potere con le armi: ci sarà pur sempre una coalizione che si ribella, una rivolta che porta alla sua deposizione o alla sua morte. Questo perchè è un tiranno nato con la violenza, ma il potente legittimato da Dio è al potere legalmente. Al di sopra della legge.

Con la democrazia le cose sono cambiate. Cos'è la democrazia? E' la possibilità di scegliere chi ci governa. Bene, ma è soprattutto l'imperio della legge. Tutti sono uguali di fronte alla legge. Non ci possono essere dei potenti al di sopra della legge. Il Lodo Alfano trae origine dalla convinzione opposta al concetto di democrazia: Berlusconi è stato legittimato dal voto popolare (equivalente del Dio medioevale) e non ha bisogno di sottoporsi alla legalità. Celebre una frase del premier: "Gli italiani sapevano chi ero e mi hanno votato". Quello che dimentica Berlusconi è che un altro fondamento della democrazia è il rispetto per tutti i cittadini. La fiducia l'ha avuta. Il 70 % del popolo l'ha votato, ma dell'altro 30 % che ne facciamo? Tutti i cittadini devono essere governati nel rispetto.

Tinti continua il suo discorso inoltrandosi in un campo che giudico minato e sul quale non mi trovo molto d'accordo. "Bossi ha proposto dei giudici eletti dal popolo. Non è una novità, in America c'è già una cosa del genere. Ma come fa un negro a sentirsi garantito in una contea di bianchi che hanno eletto un giudice bianco?" Forse il riferimento di Tinti era relativo al fatto che anche qui in Italia ci potrebbe essere questo "dubbio di garanzia", ma comunque la proposta di Bossi non mi vede del tutto contrario e andrebbe analizzata più a fondo. La sentenza: "Gli italiani non sono tutti berlusconizzati!" (e meno male).

Arriva la conclusione. Le alte cariche dello stato diventano, con il Lodo, immuni per qualsiasi reato (per la durata in un mandato, ma Berlusconi salirà al Colle sarà immuno praticamente a vita) che faranno e che hanno commesso in passato (anche 30 anni fa). Tinti poi mette sul tavolo un caso molto terra terra, che rende l'idea del pericolo di questo Lodo. In Italia abbiamo quattro regioni sottratte al controllo dello stato: le politiche siciliana, pugliese, campana e calabrese sono inquinate dalla mafia. può tranquillamente succedere che qualche malvivente, sfruttando favori, ricatti e quant'altro diventi senatore o deputato e poi il balzo successivo lo renderebbe al di sopra delle leggi. Un criminale che diventa automaticamente immune. Un pericolo che ora diventa reale, col consenso della legge. Le ultime parole pronunciate con tono teatrale strappano l'applauso della platea: "Sono sconvolto da questo scenario". Domani riferirò l'incalzante discorso di Peter Gomez. Stay tuned.

mercoledì 23 luglio 2008

Un momento cruciale

Entrano in sala Corrias, Gomez e Tinti. Non c'è Travaglio! Il pubblico rumoreggia e Gomez subito spiega: "Mi ha telefonato Marco, è in autostrada, tra un quarto d'ora dovrebbe essere qua". Sospiro di sollievo generale. Si può cominciare e il giornalista dell'Espresso Pino Corrias apre la conferenza citando una frase emblematica di Berlusconi che dice su per giù così: "Un uomo che ha avuto la maggioranza dei voti alle elezioni non può essere messo sullo stesso piano di uomini che hanno vinto un concorso". Evidente e per niente velato il riferimento ai giudici. 

Ormai è una costante, per Silvio, sparare a zero sulla magistratura. E pensare che il post-elezioni si era aperto col fatiscente nome di  "Stagione del dialogo". Corrias dice che lui non ci ha mai creduto perchè un uomo, alla veneranda età di 71 anni, difficilmente cambia. E quindi, continua l'oratore, non c'è troppo da stupirsi se per bloccare un processo (quello che vede coinvolti David Mills per corruzione a atti giudiziari e lo stesso Berlusconi che gli avrebbe dato i soldi per mentire) se ne fermano circa 100.000. Già la giustizia italiana è lenta di per sè, mancava questo per ingolfarla del tutto quando questi processi saranno rimessi in moto tutti assieme tra un anno. Non bisogna stupirsi anche del caso intercettazioni che vede coinvolto Berlusconi (mai intercettato lui, ma sempre chi era dall'altra parte della cornetta), colto in conversazioni scomode con Saccà per compravendita di sue "fanciulle" e sue "ragazze" (così le chiama lui), senza dimenticare le telefonate di cui tanto si parla, ma che non sono state pubblicate dai giornali (in Argentina pare che qualcosa sia uscito però), riguardo alla tresca fra lui e la ministra delle Pari Opportunità Mara Carfagna (Sabina Guzzanti docet). 

Corrias quindi puntualizza che questo è un momento cruciale: se le leggi passano, e di sicuro passeranno, modificheranno la qualità della democrazia di questo paese. E non in meglio. E' per questo che abbiamo fermato nelle pagine di un libro (scritto in tutta fretta in poco più di un mese) questo momento. Il "Bavaglio" vuole essere un punto di partenza, di riflessione, un punto fermo. Proprio mentre Corrias sta ultimando il suo prologo sale Marco Travaglio sul palco accolto da un'ovazione generale. La parola ora tocca a Bruno Tinti, ma di questo ne parleremo domani.

P.S.: la foto, una delle prove della mia presenza in sala, ritrae, da sinistra verso destra, Tinti, Corrias, Gomez e Travaglio. Scusate la qualità dell'immagine, ma i mezzi sono quelli che sono.

P.S.: il Lodo Alfano è stato approvato. Il Lodo è una eccezione italiana 


martedì 22 luglio 2008

Il bavaglio

Ieri sera sono andato alla Camera di commercio di Milano, sita in Corso Porta Vittoria. Lasciamo perdere che, senza guardare Google-maps, sono sceso alla stazione di Porta Vittoria per poi capire che non è esattamente la stessa cosa. Scarpinata a parte sono riuscito ad arrivare in tempo alla presentazione del libro il "Bavaglio" scritto a tre mani da Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio. Introduzione di Pino Corrias.

Nel bel salone si sono succeduti quattro oratori che hanno parlato del libro, ma anche della situazione italiana nel Berlusconi terzo. A fare da apripista ci ha pensato Pino Corrias, poi seguito dal magistrato Bruno Tinti, dal giornalista Peter Gomez e infine c'è stato l'intervento di Marco Travaglio. Il tutto per la durata di circa due ore. Purtroppo sono dovuto andare via quando si stavano facendo delle interessanti domande agli autori, ma il treno di certo non mi avrebbe atteso.

Dulcis in fundo, uscito dalla Camera di commercio è sceso il diluvio (non metaforico, la mia polo era davvero fradicia) e mi sono ritrovato bagnato, ma soddisfatto, nella camminata (davvero lunga) verso la stazione di Porta Vittoria. Per ragioni di spazio riporterò in quattro tranche i discorsi degli oratori (che ho avuto la cura di appuntarmi per voi). Vi dico solo per ora che sono uscite cose molto interessanti. Naturalmente ho comprato il "Bavaglio" (12 euro), un ottima lettura estiva per ri-analizzare le vicissitudini italiche degli scorsi mesi.

P.S.: arrivato trafelato nel bel salone alle 21:00 esatte, ho trovato posto nella sala già gremita e ho notato con stupore che i miei vicini di poltroncina (a cui ho chiesto conferme sui tram, vedete un po' voi), erano dei ragazzi di Vercelli venuti apposta per la conferenza. Ho scelto proprio bene a chi chiedere informazioni. Un milanese che chiede aiuto a dei piemontesi per conoscere la viabilità di Milano. Lasciate calare un velo pietoso su di me.

lunedì 21 luglio 2008

Ratzinger e la pedofilia

E' giunta al termine la "tournee" estiva del Papa in Australia. E' stato accolto alla stessa stregua dei Tokio Hotel o di Madonna. Tutto bene per l'amor di un Dio, se la gente trova conforto in una religione sono contento. Lasciamo stare poi se le religioni (e le loro interpretazioni) sono spesso causa di guerre (ora come in passato). Joseph Ratzinger però una cosa poteva risparmiarsela. Quando non era ancora osannato dai Papa-Boys è stato tra coloro che hanno cercato di occultare le prove dei casi di pedofilia (poi scoperti) in America. Ora invece chiede scusa per i preti pedofili e consola le vittime di tali abusi. Ricorda un po' Dott. Jekill e Mr. Hide.

C'è un documentario del 2006 della BBC (Sex Crimes and Vatican) molto interessante. La Romana Chiesa Cattolica italiana l'ha condannato e l’Avvenire - il giornale della conferenza dei Vescovi italiani - ha accusato i blogger che hanno messo il documentario sul web di aver diffuso calunnie infamanti.Il documentario dura 39 minuti ed è condotto da Colm O'Gorman, vittima di abusi sessuali in età adolescenziale. Questo video accusa di complicità la Chiesa cattolica, perché avrebbe protetto molti preti pedofili e cita come prova la procedura prevista dal documento emanato dalla Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione nel 1962, chiamato Crimen sollicitationis. Questo documento, che venne inviato a tutte le diocesi del mondo, sarebbe, sempre secondo il documentario, segretato negli Archivi segreti vaticani. In Italia è andato in onda (dopo molte polemiche) su RaiDue durante una trasmissioni di AnnoZero del 31 maggio 2007.

L'ho postato per chiunque non lo abbia ancora visto. Avviso che è un po' forte per la tematica che affronta. Giusto per farsi un'idea che la Chiesa, che pare rimasta nel Medioevo per argomenti come i contraccettivi e altro ancora, sebbene fomenti masse tanto grandi, non è portatrice di valori solo e soltanto positivi. L'Islam, il Cristianesimo, il Buddhismo, il Confucianesimo e quant'altro (in questo caso) sono facce della stessa medaglia. Aveva ragione quel tale (Karl Marx) quando diceva che "le religioni sono l'oppio dei popoli". Ecco, di domenica mattina meglio uno spinello che una messa.

Per saperne di più e leggere le critiche mosse contro il documentario: Wikipedia

PARTE 1

PARTE 2

PARTE 3

PARTE 4

domenica 20 luglio 2008

Lettera da Edimburgo

In questo week-end ho ricevuto una lettera dalla Scozia (paese multietnico dove l'integrazione multirazziale non è un problema come nella nostra penisola). La pubblico così come mi è arrivata. Il mittente è Cristian, uno dei tanti italiani che scelgono (o sperimentano) la via dell'emigrazione per trovare nuova vita all'estero (stufi di questa Italia dominata dalle contraddizioni).

"Bel blog. Cazzo Emilio Fede ha dato il meglio di sé nella puntata sulla manifestazione di piazza Navona. Quando ho visto la foto di Di Pietro che ha mandato in onda sono scoppiato a ridere da solo qui nell'internet point. Incredibile, ogni giorno peggio. Credo non esista un limite al ridicolo quando c'e' Emilio Fede in azione. Comunque, come stai? Io sto bene, adesso sono impegnato nella ricerca di un appartamento, sto lavorando in un fast food e non so quando tornero'.Tienimi aggiornato sull'andamento visto che te sei il gazzettino. So che Nazzi deve partire, parte oggi, per la Sardegna, se non vado errato. Voi cosa avete deciso di fare? Comunquemente (non so se hai notato che il 50 per cento dei politici intervistati dal tg4 non parlava un corretto italiano) auguro a tutti una felice estate. Com'e' il tempo lí ora, e' migliorato? Ho sentito che pioveva di brutto. La Scozia e' umida ma Edimburgo e' una citta' davvero bella, caratteristica, misurata. Gli scozzesi, non lo so, non se ne incontrano cosí tanti, sai come sono gli Uk, multietnici. Siete andati alla manifestazione (di piazza Navona, ndr)? Comunque alla prossima tornata elettorale votero' Di Pietro proprio perche' ha mandato il PD a pescar le fave, come si dice in gergo tecnico. A presto, stateve bun, Cristian".

A chiunque voglia mandare resoconti delle proprie vacanze con informazioni utili ai lettori, dico, siete i benvenuti. Aspetto le vostre missive estive.

venerdì 18 luglio 2008

Il massacro della Diaz

Dopo le sentenze, in pratica di assoluzione, nel processo di Bolzaneto, si è appena svolta la requisitoria sui maltrattamenti e le umiliazioni alla scuola Diaz. Il pubblico ministero Enrico Zucca ha pronunciato un'arringa nuda  e cruda, finendo col chiedere 112 anni di reclusione in tutto per gli imputati. Riporto uno stralcio di articolo dalla Stampa che riguarda l'arringa del pubblico ministero:

"Per parlare dei vertici della polizia che sette anni fa guidarono e organizzarono «il massacro» di 93 giovani no global, lo stesso pm ricorre a un’immagine ancora più forte, quella dei tribunali internazionali per i crimini di guerra: «Uno dei criteri usato dalle corti internazionali per stabilire le responsabilità dei generali è la loro posizione sul campo di battaglia». E quella notte le telecamere di tv e operatori privati fissarono senza ombra di dubbio le posizioni dei «generali in campo». Ci sono tutti i funzionari che contano nella notte «cilena» di Genova, mentre decine di giovani venivano pestati a sangue e tre di loro venivano ridotti in fin di vita dalla violenza bestiale degli agenti. E tutti si adoperano «per aggiustare» le cose, nell’ambito di un’azione preordinata e studiata a tavolino per coprire «le incompetenze» delle forze dell’ordine emerse durante le manifestazioni dei giorni precedenti. Il G8 ormai era terminato, c’era stato un morto, Carlo Giuliani, i black block avevano devastato e saccheggiato la città senza che nessuno fosse riuscito a fermarli, cortei pacifici erano stati attaccati trasformandosi in guerriglia. Una debacle che d’innanzi al nuovo governo appena insediatosi (il Berlusconi secondo) andava riscattata con un’azione clamorosa, con l’arresto di qualcuno. Vennero scelti i giovani che si erano accampati nei saloni della scuola Diaz: quasi tutti stranieri, sarebbero stati i «black block» ideali da mostrare alle telecamere. «Quella notte - chiosa il pm - vi fu la sospensione della legge». E forse anche qualcosa di più. Ma il magistrato conosce i limiti di un processo come questo, svolto a distanza di sette anni dai fatti e in procinto di essere quasi interamente prescritto e comunque indultato."

A ottobre è prevista la sentenza per la Diaz. Il blog seguirà la vicenda per vedere se la giustizia riuscirà a fare il suo corso. Nel video-intervista di Piero Ricca Vittorio Agnoletto tira le somme sul processo di Bolzaneto e dà una sua interpretazione (che io condivido) sul "caso Diaz".

giovedì 17 luglio 2008

A canzuncella per Napoli

Il Tg5 delle 13:00 di oggi ha aperto con una piacevole notizia presentata in pompa magna come l'evento dell'anno. L'emergenza rifiuti è terminata. Napoli è finalmente uscita dalla crisi. I rifiuti non sono più per le strade. Sono stati tutti inceneriti? Sono sui treni ad alta velocità che li portano al Nord o in Germania? I napoletani hanno cominciato a fare la raccolta differenziata? Queste sono le domande che si fa il telespettatore comune. Scorrono le immagini di una Napoli linda  e pulita, con volti sorridenti, senza mozzarelle campane radioattive e discariche che immettono rifiuti tossici nelle falde acquifere. Il Premier tornerà presto a Napoli da trionfatore. La missione è riuscita. Il suo costante impegno dopo la vittoria elettorale ha salvato la città dal pericolo peste e chissà cos'altro. 

Caspita. E' una grande notizia. Sicuramente sarà stata messa in risalto dai giornali. Ma on-line Corriere e Repubblica non ne parlano, almeno non vedo la notizia in risalto (tiene più banco il caso Riccò). Poi vado sul sito dell'Unità, sempre attenta alle bugie dei media berlusconiani, e la verità esce sottoforma di foto inequivocabili datate 17/7/2008, cioè oggi.

Dall'Unità: "L'emergenza rifiuti è finita. Silvio Berlusconi grida al miracolo e venerdì, annuncia, va a Napoli per toccare con mano la città pulita. Peccato che lo abbia già zittito la Commissione europea, ricordandogli che «la procedura d'infrazione rimane aperta». E che queste foto scattate nella periferia est, a Pomigliano d'Arco, in via Nazionale delle Puglie, a Casoria e a Casalnuovo (ne riporto alcune in alto, ndr) dimostrino che Napoli è linda solo nelle strade dove passa il corteo dei ministri." 

Ora che la Rai ha varato il quarto canale, Mediaset farà la contromossa? Un nuovo canale con un nuov tg magari condotto da Vespa? Non credo che bastino più il tg di Italia Uno (che offre valanghe di tette e culi)e il Tg5 di Clemente J.F.K. Mimun (che è a pecorina ad libitum). Ah stavo dimenticando il mio programma di intrattenimento preferito: il mitico Tg4 (sarebbe quasi un peccato mandarlo sul satellite). Fede è patetico nelle sue sceneggiate e nei suoi inchini al capo-padrone-padre spirituale-Premier. Eccolo in una delle sue migliori performance dopo la manifestazione di Piazza Navona. Altro che Grillo e Guzzanti, la vera satira la fa lui!

Centro sociale occupato

Lunedì sera al centro sociale "La Pergola" due ragazzi sono stati accoltellati da un gruppo di maghrebini dopo aver intimato a quest'ultimi di andarsene perché gli spacciatori non sono i benvenuti. Uno dei due se l'è cavata per miracolo, dopo la corsa in ospedale, pur avendo la gola recisa in profondità. Per l'altro solo molto spavento e un taglio che non desta preoccupazioni. 

La Pergola è stata posta sotto sfratto. I ragazzi che "occupano" il centro sociale sono quelli cacciati prima dalla Stecca poi dal Volturno (che ha avuto vita davvero breve). Ora domani ci dovrebbe essere lo sgombero della Pergola. Proprio per questo stasera gli occupanti chiedono una vasta partecipazione. Il programma vede un happy hour dalle 18:00 in poi, mentre la serata, come suo solito, prevede musica elettronica di qualità. Sebbene lo sgombero sia vicino, c'è un'ottima possibilità che l'ultimatum venga prorogato a settembre. Proprio per questo i ragazzi della Pergola quest'estate rinunceranno alle vacanze per tenere "occupato" il loro centro sociale.

Ieri sera, dopo essere stato al concerto all'Idroscalo di Frankie Hi NRG, ho chiaccherato con una ragazza, "cassiera" del suddetto centro sociale. Le sua parole mi hanno colpito e fatto male perchè il suo linguaggio si addiceva più ad una fanatica della Lega Nord piuttosto che ad una comunista ante litteram. Capisco il fatto che due suoi amici siano appena stati accoltellati, comprendo la loro continua lotta contro gli extracomunitari per evitare lo spaccio e le risse. Scontro di culture quindi. Il pensare in maniera diversa, il delinquere propagandato della tv, l'idea della donna come oggetto. Argomento complesso. Ma il centro sociale nasce con dei valori, che magari col tempo si sono evoluti, ma non deve variare alle radici il proprio credo. Perchè così come le cooperative, anch'essi, se cambiano le fondamenta, perdono la loro stessa ragione di vita. Favorendo così gli sgomberi. Gli ideali di integrazione e uguaglianza, seppur incrinati talvolta da episodi disdicevoli, non devono far tirare l'acqua dello sciacquone, sommergendo tutto il lavoro fin qui fatto.

Un po' di storia. Il centro sociale La Pergola è ubicato in via Angelo della Pergola 5 (Isola). Occupato tra l'89 e il '90, è uno dei pochi centri sociali riusciti a pattuire un affitto con la proprietà attraverso una vertenza. Da sempre la casa del reggae (tutti i sabati da 10 anni) ha anche un'intensa programmazione elettronica tutti i venerdì e da qualche tempo dopo le 22.00 anche il giovedi sta diventando una serata elettronica interessante. Non si vendono super alcolici: solo birra a bassa gradazione, per la maggiore vanno tè e tisane. A mezzodì apre il ristorante vegan L'Albero della Vita (nessun ingrediente deriva dagli animali), che durante i weekend organizza laboratori di cucina macrobiotica. Col bel tempo si può stare in cortile anche con il proprio computer portatile senza alimentazione o cavi di rete: si tratta del primo cortile con tecnologia Wireless del quartiere Isola. Al primo piano è stato aperto un ostello con 26 posti letto, due ampi bagni e una cucina; il costo è di 10 euro a notte.

mercoledì 16 luglio 2008

Genova, tutti assolti

Siamo alle solite. Trenta assolti e solo quindici condannati al processo per le violenze nella caserma al G8 di Genova nel 2001. E grazie alla prescrizione nessuno pagherà. Mi viene il dubbio che questo paese sia a favore della tortura. Le sevizie a carico di ragazzi inerti ricordano (per fortuna alla lontana) il carcere di Abu Ghraib. Iraq e Italia non sono così distanti dopo tutto. Il video tratta le testimonianze di chi quel giorno era alla scuola Diaz.

Eluana Englaro, vita o agonia?

Alle cronache odierne tiene banco la sentenza della Corte di Appello di Milano che autorizza l'interruzione di sostegno artificiale vitale a Eluana Englaro. In sostanza: si deve staccare la spina. Apriti cielo. La Chiesa è furibonda. "Una sentenza non può decidere della vita di una persona". Plausibile. Un po' meno lo sono le parole del presidente della CEI (Chiesa cattolica italiana) Angelo Bagnasco: "Non possiamo tacere la nostra preoccupazione se si dovesse procedere alla consumazione di una vita per una sentenza: togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno, come ne ha bisogno ognuno di noi"

Ma andiamo a vedere questo caso specifico. E lo facciamo con le parole del padre Beppino Englaro, una delle persone che ha più a cuore la vicenda di Eluana. "Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto". La donna di Lecco è in stato vegetativo dal 1992. Ciò vuol dire 16 anni di non-vita per lei e di disperazione per i genitori che sono impotenti di fronte a quanto sta accadendo alla loro figlia.

A tal proposito condivido appieno la dichiarazione di Antonio Stango, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, che spiega: «Ecclesiastici come il cardinale Bagnasco, che parla di "consumare una vita per una sentenza", o parlamentari come l'onorevole Bertolini (Isabella, parlamentare del Pdl, ndr), che ipotizza un omicidio autorizzato, sembrano non avere letto con attenzione la sentenza della Corte d'Appello di Milano». «Quest'ultima - aggiunge Stango - nell'autorizzare l'interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale, ha constatato l'assoluta inconciliabilitá della concezione sulla dignitá della vita di Eluana con la perdita totale ed irrecuperabile delle proprie facoltá motorie e psichiche e con la sopravvivenza solo biologica del suo corpo in uno stato di assoluta soggezione all'altrui volere». Stato di assoluta soggezione all'altrui volere. Sopravvivenza solo biologica del suo corpo. Perdita irrecuperabile.

Una sentenza non può decidere della vita di una persona? Ma ditemi, secondo voi questa è vita? A me sembra un'agonia, lunga e inesorabile. E' il tipico caso in cui la medicina deve farsi da parte, quello che ha potuto fare l'ha fatto. Ora è giusto staccare la spina, la natura deve fare il suo corso. Per il bene di Eluana e per tutte le Eluane che verranno.

Nella foto in alto: Piergiorgio Welby a cui è stato staccato il respiratore il 20 dicembre 2006.


martedì 15 luglio 2008

Ronaldinho al Milan

Dopo anni di tentativi, notizie poi smentite e una trattativa estenuante, finalmente viene annunciato il "colpo" Ronaldinho. Il Milan se lo è aggiudicato. L'accordo è stato trovato su una cifra vicina ai 18,5 milioni di euro più i bonus. Al giocatore va un triennale da 6,5 milioni di euro. Inutile galvanizzarsi per l'arrivo dell'"Extraterrestre", perché da solo non risolverà i problemi del Milan. Certo è che spero di vedere qualche numero dei suoi, magari in qualche trasferta di Coppa Uefa (che dato i prezzi minori, sarà abbordabile e sicuramente qualche viaggetto me lo farò). Vi lascio con un video da paura! Chi riesce a emularlo?

Nata la scuola "Antonino Caponnetto"

«La Sicilia ha pagato un alto tributo di sangue: spero che adesso ci lascino lavorare in pace»
(Dal discorso del giorno dell' insediamento di Caponnetto a Palermo come capo dell'Ufficio istruzione)

A inizio luglio del 2008 è nata la scuola Antonino Caponnetto a Bologna. Per dirla con le parole di Nando dalla Chiesa (scrittore e politico italiano),  "Per fare formazione politica, per portare un po’ di idee, di cultura e di memoria, di buon temperamento democratico in giro per l’Italia. E per mettersi al servizio di quello che c’è, che -a dispetto dei catastrofisti- non è poco." Ma chi è Caponnetto? E perchè la fondazione di una scuola è un gesto simbolico degno di rilevanza? Vale la pena ricordarlo.

Antonino Caponnetto (Caltanissetta, 5 settembre 1920 – Firenze, 6 dicembre 2002)  è stato un magistrato italiano. Entrò in magistratura nel 1954, la sua carriera ebbe una svolta nel 1983 quando ottenne il trasferimento a Palermo, successivamente all'uccisione di Rocco Chinnici, capo dell'Ufficio istruzione di Palermo. Seguendo la strategia studiata da Giancarlo Caselli per la lotta al terrorismo, realizzò un gruppo di magistrati con il compito di occuparsi a tempo pieno solo della lotta alla mafia. Il pool, che vide la partecipazione di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta, istruì il primo grande processo contro la mafia e si servì delle dichiarazione di pentiti come Tommaso Buscetta.

Concluse la sua carriera nel 1990 e dovette assistere alla morte prima di Falcone e poco dopo di Borsellino, assassinati dalla mafia (straziante il suo commento alle telecamere subito dopo la Strage di via d'Amelio: «È finito tutto!»). Da allora, finché poté, si dedicò in un'opera di testimonianza contro l'illegalità. Nel 1993 fu candidato per la Rete all'elezioni amministrative di Palermo, divenendo così presidente del consiglio comunale. Il 6 dicembre 2002 muore in una clinica fiorentina dopo una lunga malattia.

P.S.: Il termine "Pool" sta ad indicare "un gruppo di lavoro" composto da magistrati incaricati di seguire, nell'ambito di un Ufficio Giudiziario, un'unica, complessa inchiesta, mediante una suddivisione di compiti ed una collegialità di decisioni, comunque riferibili sempre alla responsabilità del Capo dell'Ufficio.

Gianfranco Funari, uomo libero

Riporto uno scritto di Marco Travaglio da l'Unità, 13 luglio 2008:

La telefonata arrivava alle ore più impensate, annunciata dalla voce dolce di Morena, la moglie. «Ti passo Gianfranco». «A Trava’, stammatina m’hai proprio fatto godereee…». E giù a ridere su Bellachioma, Uòlter, James Bondi. 

La prima volta che si fece vivo ero appena stato al Satyricon di Luttazzi, marzo 2001: «Ora quello rivince e ci fa un culo così. Io ci sono già passato, adesso tocca a te. Ma, quando vuoi, il mio programma per te è sempre aperto». 

Per cinque anni casa Funari fu per me l’unica porta aperta in tv, o quasi. Nello studiolo disadorno di Odeon, alle porte di Milano, capii che quell’omino barbuto e tossicchiante, aggrappato al bastone e all’eterna sigaretta, era un grande della tv. 

Gli piaceva sfatare i luoghi comuni e le verità ufficiali, cioè le bugie: per smontare quella dell’assoluzione di Andreotti (in realtà prescritto, dunque colpevole di mafia fino al 1980) aveva promosso una vera campagna, diventando amico del procuratore Caselli. 

Nella sua vita aveva guadagnato molti soldi, ma non vi era attaccato. E questo era il suo segreto, oltre al fiuto felino che gli faceva annusare in anticipo quel che «sente la gente». Perciò piaceva così tanto agli italiani semplici. Perciò Berlusconi l’aveva voluto con sé e per lo stesso motivo l’aveva poi cacciato per ordine «del Principe», cioè di Craxi. Perciò la cultura ufficiale lo snobbava, anche se per la cultura ha fatto più lui di cento professoroni (o forse proprio per questo).

Ieri è morto un uomo libero

E la televisione italiana, da oggi, è ancora meno libera.

lunedì 14 luglio 2008

Addio ad un grande della televisione italiana

A inizio 2008 Funari venne ricoverato all'istituto San Raffaele di Milano dove, dopo essere andato in coma diabetico e per due volte in coma farmacologico, a causa dell'insorgere di gravissime complicazioni polmonari, si spense all'alba del 12 luglio all'età di 76 anni. Il blog lo ricorda con alcune sue massime.

"La televisione è come la merda. bisogna farla ma non guardarla".

"Sono un pentito del centrodestra e un deluso dal centrosinistra".

"E' finita la politica da salotto: una volta la gente diceva: "governo ladro", adesso dice il nome del ladro, il nome del partito e che cosa ha rubato".

"La mattina quando ti alzi, non ti chiedere che cosa devi fare, ma che cosa puoi fare per essere felice".

Sarà seppellito a Milano domani, al Cimitero Monumentale. Per il suo ultimo viaggio, hanno deciso di comune accordo la moglie Morena, il produttore Marco Falorni e tutto il suo staff-famiglia, Funari indosserà l'abito che aveva nella foto scelta per la lapide, dove tra l'altro verrà incisa - rispettando la volontà del defunto - la frase "Ho smesso di fumare"». All'interno della bara però, il mattatore tv ha voluto ugualmente assicurarsi tre pacchetti di sigarette (uno aperto) un accendino, un telecomando tv e delle fiches.

Il video che segue è preso dal film "Simpatici e antipatici" diretto da Cristian De Sica nel 1998.

LINK UTILI PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO:

L'addio con una canzone di Battiato

Vita e morte di Gianfranco Funari

Cercando un'altra Vall'Imagna

Ave ragazzi, in questo week-end ho lasciato la taciturna Milano, coi suoi luoghi di ritrovo estivi ormai ridotti al silenzio e le sue feste che terminano prima ancora di iniziare, per recarmi in quel di Vall'Imagna (uscita Capriate poi seguite le indicazioni). Tenda sotto braccio, ho partecipato ad un torneo locale di calcio a sette organizzato a Corna Imagna. Una 24 ore di sport ininterrotte per un totale di 10 partite da un quarto d'ora l'una. La mia squadra è arrivata terza su sedici team e io l'ho lasciata indifesa (nel vero senso del termine visto che giocavo da libero) al termine della terza partita per uno stiramento notturno (erano le 3:00) che proprio non ci voleva. Ma un riuscito mix tra milanesotti e bergamaschi ha portato i "Fragolocc" al trofeo di bronzo.

Comunque non è questo il punto. Per divertirsi a Milano oramai bisogna fare il grande slam notturno dei locali. A meno che non si vada nelle rinomate discoteche meneghine (cosa de evitare direi!) non vedo altra soluzione che farsi rimbalzare da festa in festa con il minimo comune denominatore che ognuna di queste termina troppo presto. Troppo chiasso dicono i "vicini" di condominio. E allora pronti tutti a raccogliere firme e a bloccare gli eventi. Capisco il fra settimana, ma che pure di venerdì e il sabato sera non si tolleri (anzi rispetti) il divertimento dei giovani questo non è giusto e salutare. 

Come disse un mio amico: "Non pretendo che Milano diventi Barcellona", ma che sia al livello della Vall'Imagna proprio no. Sabato sera, in un paesino della vallata, le feste non mancano. Ho partecipato ad una di queste a Rota d'Imagna (tra una partita e l'altra verso le 2:00 di mattina). Nella storica Cascina Monluè, a quell'ora, della musica non si sente neanche l'eco mentre nella notte milanese all'aperto (perchè d'estate non bisogna stare chiusi nei locali) le feste sono già tutte a nanna. Milano sta diventando un paese per vecchi. Meditate milanesi, meditate!